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E' stata una notizia luttuosa ed incredibile quella che è piombata quest'inverno nella sede del Veloce Club Borgo e dellAssociazione Coppa d'Oro, lasciando tutti sgomenti. Mentre si stava allenando, Antonj Orsani è stato vittima di un incidente che gli ha rubato la vita.
Una morte assurda, assolutamente impossibile da accettare, come accade sempre quando uno sportivo paga nel modo estremo la propria passione. Orsani era un campione di razza e l'aveva dimostrato proprio sulle strade della Coppa dOro nel 2007, dominando la corsa da cima a fondo ed imponendosi dopo una fuga lunghissima: oltre settanta chilometri da solo, faccia al vento; la più lunga della storia della nostra corsa. E' un cavallo di razza, ombroso e pieno di talento, aveva detto di lui il suo direttore sportivo, Tiziano Antonini, sul podio. Lo ricordo con le lacrime agli occhi, un ragazzone grande e grosso, un campione emozionato di se stesso, travolto da un'impresa forse nemmeno mai pensata. Poi l'ha travolto un destino che in casi come questi ci sentiamo di odiare con ogni cellula del nostro corpo.
Ti ricordo così, unico, Antonj, vincitore della 40esima Coppa d'Oro. Con le braccia spalancate pronte ad abbracciare tutto il mondo, in un colpo solo.
Per me resterai il più grande degli Allievi dItalia. (L.G.) |